Il grande condottiero
Quella del grande condottiero è una storia Zen che con la sua semplicità ci fa fare molti “clic interiori”.
Ringrazio la mia cara amica e maestra Isabel per avermela passata e desidero passarla ulteriormente affinché sia di spunto e di ispirazione per altri.
In Giappone un grande condottiero decise di andare in battaglia contro il nemico, sebbene gli uomini di cui disponeva fossero solo un decimo rispetto a quelli della controparte.
Lui sapeva che nonostante la disparità di forze in campo avrebbe vinto, ma i suoi soldati dubitavano della buona riuscita dell’impresa.
Strada facendo si fermò in un tempio e disse ai suoi uomini: “dopo aver fatto visita al tempio getterò una moneta, se viene testa vinceremo, se viene croce perderemo. Il destino ci tiene nelle sue mani”.
Il grande guerriero entrò nel tempio e pregò in silenzio, quando uscì andò verso i suoi uomini per gettare la moneta.
Uscì testa.
A quel punto i suoi uomini divennero così desiderosi di combattere che vinsero la battaglia senza difficoltà.
“Nessuno può cambiare il destino” disse l’aiutante al condottiero dopo la battaglia.
“Certamente no” rispose il grande guerriero mostrandogli la moneta che aveva tirato.
La moneta aveva testa su entrambe le facce.
Cosa ci insegna questa storiella nella sua semplicità?
Spesso non è tanto l’idea che abbiamo di noi stessi o l’interpretazione che diamo alle cose a definirci, siamo molto bravi a fare questo, ma non è questo.
La capacità di andare oltre noi stessi per qualcosa che consideriamo più grande di noi, è questo che ci definisce come grandi guerrieri. La vera battaglia non è fuori.
La ferma volontà trascende il falso ego e trascende la personalità stessa, ci spinge a fare un passo enorme, quello che nella fisica quantistica viene definito “salto quantico” entrando in una vibrazione più alta e quindi facendo cose che non avremmo immaginato di poter fare.
Il grande guerriero non si è affidato al caso, ma ha creato una situazione in cui i suoi uomini potessero avere fiducia in qualcosa di più grande.
Questo ci insegnano lo Yoga e l’Ayurveda
Lo Yoga e l’Ayurveda ci insegnano che le nostre convinzioni possono essere sia l’arma più potente che abbiamo, sia il nostro peggiore nemico, a seconda di come le usiamo.
Queste due discipline millenarie ci danno tanti strumenti, a noi decidere come e quali usare nelle diverse situazioni della vita.
Quando crediamo di avere la possibilità di farcela tutto cambia, le nostre insicurezze cambiano, il nostro coraggio, la nostra capacità di cogliere le opportunità, come hanno fatto questi soldati, che prima non credevano nelle proprie forze e poi invece hanno sbaragliato il nemico nonostante la superiorità numerica.
Quello che sembrava impossibile improvvisamente diventa raggiungibile.
La vera sfida non è quella esterna ma soprattutto quella interiore.
Piccola pratica quotidiana
Ti lascio una domanda che ognuno di noi dovrebbe porsi: “quanto spesso permetti ai tuoi dubbi di diventare un limite invece di trasformarli in una spinta per andare oltre?”.
Prova a scriverla su un biglietto e a tenerlo sul comodino oppure davanti davanti allo specchio del bagno, così da poterlo vedere ogni mattina al tuo risveglio e ogni sera prima di andare a dormire.
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Marcella

Marcella Barrilà
Maestra di Yoga
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a questo articolo ha collaborato:

Isabel Denoda
Membro dell'associazione mondiale Yoga&Ayurveda
Diplomata in Yoga & Ayurveda nella scuola internazionale del Maestro Amadio Bianchi (presidente World Movement for Yoga). Grazie al Maestro Amadio, al dr Prerak e al dr Sri Prasada ha eseguito un'ulteriore specializzazione ed approfondimenti in Ayurveda in India
