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Yoga e stile di vita: benessere, armonia e felicità

Yoga e stile di vita: benessere, armonia e felicità

Qual è la pratica più importante per un allievo di Yoga?
Le posizioni? Le tecniche di respirazione? Le concentrazioni?
Tutti questi sono strumenti fondamentali per procedere nella disciplina, ma fin dai primi approcci lo Yogi moderno comprende che un aspetto fondamentale per poter continuare nella pratica è il giusto stile di vita.

Malesseri fisici e agitazioni mentali derivano il più delle volte da scorretti comportamenti e abitudini. Per raggiungere un maggior benessere occorre quindi innanzitutto attuare cambiamenti nello stile di vita e questo automaticamente porterà benefici su molti livelli.

Lo stile di vita yogico offre al praticante aiuti ben precisi e regole di comportamento verso sé stessi e gli altri, con un approccio consapevole ad ogni azione e pensiero compiuti.
Inoltre una pratica (sadhana) costante è un passo fondamentale per raggiungere uno stile di vita sempre più improntato a benessere, armonia e felicità.

I Testi Sacri spiegano minuziosamente come e cosa fare,
l’allievo deve soltanto seguire le indicazioni e le orme dei Maestri.

Uno dei testi fondamentali per questo argomento sono gli Yoga Sutra di Patanjali,  nei quali vengono indicati gli otto rami dello Yoga.

I primi due rami dello Yoga, alla base di tutto l’albero, non sono né posizioni, né respirazioni, né concentrazioni, sono invece indicazioni di comportamento che lo Yogi deve mantenere per procedere sul giusto percorso dello Yoga: Yama e Niyama, indicazioni di condotta nei rapporti con gli altri e indicazioni personali.

Ed ecco l’elenco di Yama e Niyama secondo quanto scritto da Patanjali egli Yoga Sutra:

  1. Yama: regole di comportamento VERSO IL MONDO
    • Ahimsa: non violenza, nelle azioni ma anche nei pensieri
    • Satya: non mentire, sincerità
    • Asteya: non rubare, non prendere senza permesso
    • Brahmacarya: continenza, per lo Yogi e la Yogini che vivono una vita non ascetica significa giusto comportamento e rispetto dei legami coniugali.
    • Aparigraha: non avidità, non accumulare senza necessità
  2. Niyamaregole di comportamento VERSO NOI STESSI
    • Śauca: pulizia; purezza;
    • Saṅtoṣa: appagamento; contentezza; soddisfazione;
    • Tapas: autodisciplina
    • Svādhyāya: studio delle scritture sacre, cioè la recitazione dei Veda; applicazione
    • Īśvara praṇidhāna: abbandono al Divino.

MA COME POSSONO QUESTI ANTICHI PRECETTI AIUTARCI OGGI?

COMPRENDIAMO MEGLIO GLI YAMA E NIYAMA,

DA CUI DERIVANO LE INDICAZIONI

PER RAGGIUGERE BENESSERE, ARMONIA E FELICITA’

ATTRAVERSO UNO STILE DI VITA YOGICO 

Negli Yama, regole di comportamento verso gli altri, possiamo trovare alcune analogie con i 10 comandamenti della Religione Cattolica: semplici ma profonde regole di vita che ci spingono a comportarci nel modo corretto verso il mondo, perché siamo esseri sociali e dobbiamo rispettare e prenderci cura prima di tutto degli altri e del mondo in cui viviamo. 
Sono indicazioni fondamentali, alla base di ogni società civile: non uccidere, non mentire non tradire, non rubare…. Ma il loro significato per lo Yogi è ben più profondo: prendiamo il primo, Ahimsha, quello su cui ha fondato tutta tuo messaggio Gandhi. Non è un semplice non uccidere i tuoi simili, ma non fare violenza in ogni modo, sui tuoi simili ma anche sugli animali e su tutti gli esseri della terra….e violenza non significa solo non uccidere ma anche non ferire, né con le parole né con le azioni. È un’indicazione quindi molto più ampia e profonda di quella di altre culture e società. 

Nei Niyama però troviamo la vera originalità dei precetti Yogici per noi occidentali. Riguardano infatti indicazioni su come lo yogi si comporterà verso sé stesso, perché per raggiungere la felicità e il benessere comuni e personali, il singolo deve prendersi cura innanzitutto delle proprie abitudini e atteggiamenti. Queste regole sono ancora attualissime e preziose.

Lo Yogi o la Yogini, dovrà quindi aspirare a seguire queste 5 regole di comportamento personale al fine di preparare corpo e mente alle altre fasi della pratica:

1. Śauca – dedicare tempo alla pulizia, fisica ma anche interiore perché l’elevazione spirituale passa anche dalla cura di sé tanto fisica quanto mentale.
2. Saṅtoṣa – rivolgere la mente alla soddisfazione e alla gratitudine verso ciò che ci viene donato ogni giorno
3. Tapas –  vivere la propria esistenza con autodisciplina, ovvero dedicarsi con costanza ed impegno in ogni circostanza.  Il benessere e la felicità non dipendono da qualcosa di esterno a noi, ma da qualcosa che noi possiamo creare e coltivare giorno per giorno. Lo svolgimento delle pratiche fisiche (Asana), di respirazione (Pranayama) e concentrazione richiede allo Yogi e alla Yogini impegno e costanza, che aumenteranno col passare del tempo e con l’avanzare della pratica. Impegno e costanza che diventeranno poi parte integrante dell’intera vita del praticante.
4. Svādhyāya – leggere e studiare ogni giorno parole ispiranti e ispirate, per sostituire i costanti stimoli negativi e distruttivi che possono arrivare dall’esterno con una visione migliore e positiva del mondo. Siamo noi a creare il mondo in cui viviamo, con i nostri pensieri e con le nostre azioni. Quello che guardiamo, quello che ascoltiamo, quello che leggiamo crea i nostri pensieri e quindi influenza le nostre azioni, se inseriremo nella nostra quotidianità stimoli più positivi faremo di noi uno strumento positivo della vita.
5. Īśvara praṇidhāna – affidarsi a qualcosa di più grandefluire con il ciclo della vita senza imporre necessariamente la nostra piccola volontà su un disegno che necessariamente si rivelerà più grande di noi. Quando imponiamo il nostro piccolo volere sulla vita spesso ne ricaviamo soltanto frustrazioni ed errori di valutazione, quando invece ci mettiamo in contatto con qualcosa di più profondo e diamo ascolto alla nostra intuizione, nella maggior parte dei casi la vita risponde con la migliore soluzione per tutti, non solo per il singolo. Il Divino a cui si riferisce questo ultimo Nijama non è un Dio giudice o dispensatore di grazia, ma piuttosto un essere supremo, l’Universo intero, un modello a cui lo yogi o la yogini può ispirarsi. È un concetto che riguarda la spiritualità, non la religione, ognuno poi con la propria spiritualità deciderà se e quale religione seguire e quindi a quale credo aprirsi. Lo Yoga non è legato a nessuna religione in particolare e chi lo pratica può seguire il suo credo e allo stesso tempo adottare il giusto stile di vita per renderlo ancora più vero e profondo.

Come scrive Amma,
Maestra riconosciuta da molti come come incarnazione vivente del divino:

“Sebbene la durata della vita media umana sia cresciuta grazie a nuovi farmaci e trattamenti,
la nostra salute sta peggiorando a causa di uno stile di vita scadente.
La buona salute non coincide solo con l’assenza di malattie,
ma consiste nel poter lavorare a lungo senza stancarsi, mantenendo la pace mentale, una memoria chiara e un intelletto acuto.
Lo Yoga è un sistema di pratiche attraverso cui possiamo ottenere tutto questo”.

yoga e stile di vita benessere, armonia e felicità

LO STILE DI VITA YOGICO 
PER RAGGIUGERE BENESSERE, ARMONIA E FELICITA’

Ma come è possibile inserire nella propria quotidianità tutte queste indicazioni ? Come raggiungere quella consapevolezza tale rendere questi precetti come vere e proprie indicazioni del nostro sentire più profondo?

Come sempre nello Yoga è più importante la pratica della teoria.

Innanzitutto prendendo conoscenza e cercando di applicare gli Yama e Nijama sempre più spesso all’interno della giornata, ma soprattutto iniziando a praticare le Asana, lavorando così sul corpo, e poi introducendo le pratiche di respirazione, che veicolano le energie all’interno dell’organismo nel modo più giusto….fino a toccare con il tempo tutte le altre tecniche e a coprire tutti e otto i rami dello Yoga.

Le sequenze fisiche e le pratiche sottili non doneranno tutti i loro frutti senza un approccio yogico alla vita, ma solo la pratica delle tecniche fisiche ed energetiche renderà davvero profondo il cambiamento. 

Attenersi alla giusta alimentazione, ad esempio, significa fare attenzione a ciò che si introduce nel corpo. Questo non riguarda solo il cibo, ma anche i pensieri e gli stimoli: ognuno è infatti molto influenzato da ciò che sente, vede e prova e questo influisce costantemente sulla mente e sul corpo. Dopo un certo periodo di pratica lo yogi sente venuto il momento di modificare la propria alimentazione verso un rispetto di se stessi e del mondo.

Non è una decisione razionale, ma profonda, quella che porta ad un reale cambiamento dello stile di vita e lo Yoga in questo ci può aiutare tantissimo.

Nel Prema Vahini, cap. 5 è scritto: 
Sulla terra, abbiamo solo un breve periodo di vita. Tuttavia, persino in questa breve vita si può ottenere la beatitudine divina usando il tempo saggiamente e attentamente.
Due persone, dalle simili parvenze, evidentemente dello stesso stampo, crescono nelle stesse condizioni, ma una si rivela essere un angelo mentre l’altra rimane nella sua natura animale.
Qual è la ragione di questo differente sviluppo?
Sono le abitudini, il comportamento forgiato da queste abitudini e il carattere in cui quel comportamento si consolida. Le persone sono creature di carattere”.

Praticare Yoga è un dono inestimabile che può cambiare la tua intera attitudine verso la vita intera.

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Namasté 🙏
Marcella 😊

Marcella Barillà

Marcella Barrilà

Maestra di Yoga
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