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Dove è meglio praticare?

Dove è meglio praticare Yoga?

DOVE è meglio praticare Yoga?
Protetti in un luogo chiuso o all’aperto con l’aiuto delle energie della natura?

Se sei curiosa di scoprire perché il Bhudda ha ottenuto l’illuminazione sotto un grande albero, e dove per noi è quasi sempre meglio praticare, continua a leggere i post 😉.

Nello scorso articolo del blog ho risposto ad alcune delle domande più frequenti che mi pongono gli allievi durante la pratica. La risposta a tali domande è stata più che altro un pretesto per portare alla luce alcune verità sullo Yoga che spesso i neofiti non conoscono, ma che anche i praticanti di lunga data scoprono dopo diverso tempo. 

Si tratta di argomenti a mio avviso molto interessanti per chi pratica, ma anche per chi è curioso di conoscere meglio lo Yoga.

Alcune di queste indicazioni, possono essere inoltre utili anche in altri ambiti perchè forniscono regole basilari indispensabili ad ottenere il massimo dei benefici ed evitare eventuali inconvenienti.

Nello scorso articolo abbiamo approfondito questi tre argomenti:

❓Lo Yoga è ADATTO A TUTTI? Cosa fare se si arriva sul tappetino con una situazione particolare?
❓DA QUALE ETÀ si può iniziare lo Yoga e perché lo Yoga bimbi non è davvero Yoga?
❓QUANDO è meglio praticare? È necessario imporsi un orario o si può fare quando si vuole?

Se non hai letto il primo articolo clicca qui -> Yoga: alcuni utili chiarimenti

Oggi rispondo ad un’altra domanda frequente: 

❓DOVE è meglio praticare, protetti in un luogo chiuso o nella natura?

Prima di iniziare, se non li hai ancora letti, ti suggerisco di andare a vedere questi due post di alcuni mesi fa, utili per comprendere cosa è e cosa non è Yoga.

Yoga: prime indicazioni per la pratica.

Cosa non è Yoga

DOVE è meglio praticare, al chiuso o nella natura?

Praticare nella natura è davvero un’esperienza meravigliosa.

Gli alberi in particolare trasmettono moltissima energia ed eseguire le Asana al cospetto di questi grandi saggi consente una maggiore introspezione e connessione con il tutto.

Te ne parlo in modo approfondito in questo articolo di alcuni mesi fa: Yoga tra gli alberi.

 

Dove è meglio praticare Yoga?

Come spesso accade però non è tutto oro quello che luccica. Alcuni fattori impediscono e rendono ardua questa esperienza e in realtà i grandi Maestri della storia sono stati ritratti mentre praticano prevalentemente al chiuso.

Iniziamo da questa ultima considerazione: se leggiamo i testi classici che descrivono i maestri Yogi intenti in lunghe sedute di meditazione e pratiche di Asana solitarie, l’ambientazione è sempre quella della grotta.

Una grotta è infatti un luogo protetto dagli agenti atmosferici, dal troppo caldo e dal troppo freddo, dagli insetti e da tutte quelle distrazioni che gli antichi maestri si lasciavano alle spalle.

Naturalmente però, quando la pratica è ormai avanzata nulla può distrarre il grande Yogi e le forze della natura sono tutte in suo aiuto… Il Buddha ad esempio è ricordato per la sua lunga meditazione ai piedi di un maestoso albero, sotto il quale ottenne l’Illuminazione: Il Bodhisattva si sedette sotto un albero di pipal rivolto verso est.
Qui decise di non risorgere fino a quando l’illuminazione non fosse raggiunta.
Qui in questo posto il mio corpo potrebbe avvizzire,
la mia pelle, le mie ossa, la mia carne possano dissolversi,
ma il mio corpo non si muoverà da questo posto
fino a quando non ho raggiunto l’illuminazione,
così difficile da ottenere nel corso di molti kalpa
“.
Mentre Gautama sedeva in profonda meditazione, Mara, il dio delle illusioni, percependo che il suo potere stava per essere spezzato, si precipitò a distrarlo dal suo scopo. Il Bodhisattva toccò la terra, chiamandola per testimoniare le innumerevoli vite di virtù che lo avevano condotto in questo luogo di illuminazione

Il Buddha prende forza dalla terra per mantenere compatta la sua energia e non essere distratto nella strada verso l’illuminazione.

Come dobbiamo comportarci però noi umili mortali, che all’illuminazione siamo ancora abbastanza lontani😅?

Per mia esperienza personale praticare al chiuso in un posto riparato è la migliore scelta per la pratica continua e quotidiana. 

Se aspettiamo di poter fare Yoga all’esterno i giorni di reale pratica saranno davvero rari: in inverno è troppo freddo per le pratiche meno dinamiche e quelle meditative.

In piena estate è spesso troppo caldo e occorre assolutamente trovare riparo all’ombra degli alberi e non bisogna poi sottovalutare il fattore insetti, perché è necessario essere alquanto centrati per non venirne distratti in continuazione. 

Primavera e autunno sono stagioni spesso piovose, che non permettono quindi di eseguire le sequenze all’aperto. 

Come insegnante di Yoga ho spesso ho avuto riprova di ciò anche l’organizzazione di eventi. 

Dove è meglio praticare Yoga?
Dove è meglio praticare Yoga?

I Seminari all’aperto sono bellissimi e molto richiesti, in particolare in questo periodo in cui non è ancora possibile praticare all’interno delle Sale, spesso però ritrovi organizzati da settimane devono essere annullati o posticipati a causa del meteo. 

È quindi fondamentale sapersi adattare velocemente e accettare di fluire con ciò che accade, d’altronde questo è proprio ciò che lo Yoga ci insegna.

Ciò non toglie comunque fascino alla pratica nella natura, che quando è possibile è sempre dispensatrice di grandi doni

 

 

Dove è meglio praticare Yoga?

 A volte sì e così fortunati da trovare una via di mezzo….. come la specialissima postazione all’interno di un albero cavo 😁.

Dove è meglio praticare Yoga?

Nei prossimi articoli risponderò a tre interrogativi che faranno emergere altre verità a volte nascoste dello Yoga:

❓Posso MANGIARE o BERE prima, durante o dopo la pratica?
❓COME mi devo VESTIRE durante la pratica?
❓Posso guardarmi allo SPECCHIO mentre pratico?

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Namasté 🙏
Marcella 😊
Marcella Barillà

Marcella Barrilà

Maestra di Yoga
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